{"id":45,"date":"2016-04-05T16:26:54","date_gmt":"2016-04-05T14:26:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.campiriomangini.com\/wordpress\/?page_id=45"},"modified":"2016-04-15T10:42:42","modified_gmt":"2016-04-15T08:42:42","slug":"supporto-e-aiuto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.campiriomangini.com\/wordpress\/supporto-e-aiuto\/","title":{"rendered":"Supporto e Aiuto"},"content":{"rendered":"<p><div class='jsn-bootstrap3'><div id='rUJIZt' class='row '  style='padding-top:10px;padding-bottom:10px;padding-left:10px;padding-right:10px;'><div class=\"col-md-12 col-sm-12 col-xs-12 \" ><div   class='jsn-bootstrap3 wr-element-container wr-element-heading' style='margin-top:5px; margin-bottom:25px '><h1 style='text-align:center;'>Percorso di elaborazione del Lutto<\/h1><\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div><div class='jsn-bootstrap3'><div id='USwtQm' class='row '  style='padding-top:10px;padding-bottom:10px;padding-left:10px;padding-right:10px;'><div class=\"col-md-4 col-sm-4 col-xs-12 \" ><div   class='jsn-bootstrap3 wr-element-container wr-element-image' style='margin-top:50px '><div class='text-center'><img width='' height='' src='http:\/\/www.campiriomangini.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/fiore.jpg' \/><\/div><\/div>\n<\/div><div class=\"col-md-6 col-sm-6 col-xs-12 \" ><div   class='jsn-bootstrap3 wr-element-container wr-element-text' ><div class=\"wr_text\" id=\"n1mwyY\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Cos&#8217;\u00e8 il lutto?<br \/>\n<\/strong><\/span>Con la parola lutto (dal latino luctus, pianto, lugere, piangere ed essere in lutto) s&#8217;intende sia la reazione emozionale che si sperimenta quando perdiamo una persona significativa della nostra esistenza, sia il tempo che segue alla sua morte. Chiunque sia mancato, un figlio, un coniuge, un genitore, un fratello, un nonno, un amico, sentiamo di aver perso una parte di noi stessi e, com&#8217;\u00e8 naturale, sperimentiamo un periodo di sofferenza e difficolt\u00e0. Non si pu\u00f2 amare qualcuno e perderlo, senza sentirsi soli e deprivati del suo affetto, della sua esistenza, senza diventare vulnerabili e provare dolore. Il lutto \u00e8 come una ferita, il cui processo di cicatrizzazione e di guarigione richiede tempo e fatica, un vero e proprio lavoro per poter tornare a vivere una vita sicuramente molto diversa da quella di prima e che, piano piano con il tempo, scopriremo comunque densa di valore se riusciamo a integrare la perdita nella trama della nostra vita. Chiunque ha attraversato un&#8217;esperienza cos\u00ec dolorosa come quella del lutto ed \u00e8 riuscito ad andare avanti, sa che ci si pu\u00f2 dare forza, scoprendo che la vulnerabilit\u00e0, la disperazione, la paura convivono in ciascuno di noi a fianco del coraggio e della determinazione a vivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Come viene vissuto il lutto?<br \/>\n<\/strong><\/span>Il lutto viene vissuto ed elaborato in tempi e modi molto personali e differenti: non esiste una maniera giusta in assoluto. Ciascuno di noi ha personalit\u00e0, modi di affrontare la vita e storie passate diverse, per cui il dolore e i comportamenti saranno differenti da quelli di qualsiasi altra persona, anche degli altri membri della famiglia. Alcuni superano il lutto in breve tempo, altri lo portano nel loro cammino a ogni passo; alcuni ne risentono profondamente, altri diventano pi\u00f9 maturi, pi\u00f9 validi di prima: certamente tutti ne soffrono e portano il ricordo della persona scomparsa. Anche le manifestazioni del lutto sono molto diverse: alcune persone si comportano in maniera distaccata e controllata, altre piangono e si disperano rumorosamente; alcune vogliono stare da sole, altre preferiscono una compagnia costante; alcune eliminano subito dopo la morte le cose che appartenevano al defunto, altre le conservano immutate per anni; alcune vanno ogni giorno al cimitero, altre lo rifuggono totalmente. Rispetto agli uomini, le donne tendono ad avere reazioni emotive pi\u00f9 intense e riescono a parlarne con pi\u00f9 facilit\u00e0: forse proprio per questo riescono a trovare pi\u00f9 appoggio negli altri. Spesso capita che gli uomini &#8220;facciano i forti&#8221; per aiutare se stessi e gli altri familiari. Nascondono le emozioni pi\u00f9 intime, e per non mostrare la loro vulnerabilit\u00e0, trovano mille cose per tenersi occupati ed evitare di parlare della perdita che hanno subito. Se un uomo affronta in questo modo l&#8217;esperienza del lutto, bisogna rispettarlo, ma sarebbe meglio se riuscisse a chiedere aiuto, a condividere il proprio dolore e ad aprirsi agli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><div class=\"col-md-2 col-sm-2 col-xs-12 \" ><\/div>\n<\/div><\/div><div class='jsn-bootstrap3'><div id='FGKZnj' class='row '  style='padding-top:10px;padding-bottom:10px;padding-left:10px;padding-right:10px;'><div class=\"col-md-2 col-sm-2 col-xs-12 \" ><\/div><div class=\"col-md-8 col-sm-8 col-xs-12 \" ><div   class='jsn-bootstrap3 wr-element-container wr-element-text' ><div class=\"wr_text\" id=\"pQjrni\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Quali aspetti influenzano l&#8217;esperienza del lutto?<br \/>\n<\/strong><\/span>Il vissuto della perdita e il processo elaborativo del lutto sono influenzati da molteplici aspetti che inevitabilmente rendono diverso il percorso di ciascuna persona. Le valenze fondamentali sono sicuramente il grado di parentela, l&#8217;intensit\u00e0 e la qualit\u00e0 della relazione durante la vita trascorsa insieme e il supporto del contesto familiare e ambientale. Naturalmente le caratteristiche psicologiche personali, l&#8217;et\u00e0, le modalit\u00e0 di risoluzione dei lutti precedenti insieme alle circostanze della malattia (lunga o breve durata, presenza di sintomi dolorosi, stato di coscienza&#8230;), le modalit\u00e0 del decesso (morte improvvisa o attesa, luogo, stato della salma), la pressione delle necessit\u00e0 quotidiane e del contesto socio-culturale costituiscono aspetti rilevanti e significativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come si evolve il processo di eleborazione del lutto?<\/span><br \/>\n<\/strong>Ogni lutto \u00e8 diverso per qualit\u00e0, intensit\u00e0 e durata delle reazioni emozionali, ma a tutte le persone richiede tempo e un vero e proprio lavoro per elaborarlo. Ci\u00f2 che accomuna tutti i lutti \u00e8 la presenza di un percorso con delle fasi che, pur con una certa irregolarit\u00e0, in genere si susseguono: shock iniziale, disperazione, struggimento per la perdita, espressione di sentimenti e di reazioni emotive violente, nascita di una relazione interiore con il defunto, accettazione della perdita subita, e, solo alla fine, riorganizzazione di s\u00e9 senza pi\u00f9 la presenza fisica della persona cara. La risposta iniziale alla morte \u00e8 uno stato di shock che paralizza e coinvolge completamente la persona. Si \u00e8 talmente scossi e disorientati che per difendersi e sopravvivere alla perdita, si cerca di negare l&#8217;accaduto, di attutire le emozioni troppo forti per evitare la sofferenza e tenere lontano una realt\u00e0 sentita insopportabile, priva di senso e portatrice in genere di significati essenzialmente negativi. Spesso pu\u00f2 accadere che si \u00e8 consapevoli razionalmente di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, ma non si riesca ad accettarlo emotivamente. Questo \u00e8 un modo molto naturale per difendersi. Poi tutti gli interessi si concentrano sulla perdita e sul dolore. Il sonno, l&#8217;appetito, l&#8217;attivit\u00e0, la sessualit\u00e0, la vita interiore e quella relazionale sono sconvolti: si pu\u00f2 vivere un periodo pi\u00f9 o meno lungo di abbattimento, costernazione, inibizione, astenia o iperattivit\u00e0 paradossale e difensiva. Successivamente, quando si diventa pi\u00f9 consapevoli della realt\u00e0 della perdita, s&#8217;incomincia a esplorare il significato della privazione di quella figura per la propria esistenza. Si ripercorre la natura della relazione, guardando alla totalit\u00e0 della persona scomparsa, agli aspetti positivi e negativi, riconoscendo ci\u00f2 che si \u00e8 vissuto, condiviso e perduto e, per certe situazioni, anche tutto ci\u00f2 di cui ci si \u00e8 liberati, perch\u00e9 non sempre i rapporti sono stati semplici e soddisfacenti. In questa fase si \u00e8 inondati da reazioni emotive pi\u00f9 forti e pi\u00f9 profonde di quelle che si sperimentavano abitualmente prima del lutto: tristezza, solitudine, nostalgia, paura, disperazione, angoscia, rabbia, rancore, rimpianti e sensi di colpa con i rispettivi correlati di aggressivit\u00e0 e depressione, che sono i compagni pi\u00f9 frequenti e fedeli di questo periodo. C&#8217;\u00e8 il rischio di rimanere imprigionati nel passato e di allontanarsi dal presente. Frutto di questo periodo travagliato, in cui si apprende ad accettare la realt\u00e0 della perdita, \u00e8 lo sviluppo di una nuova relazione con la persona scomparsa. Si trova conforto nel conservare dentro di s\u00e9 l&#8217;immagine della persona amata, i suoi valori, le esperienze condivise, sperimentando la capacit\u00e0 di mantenerne vivo il ricordo e la memoria e di continuare ad amarla, anche se non \u00e8 pi\u00f9 presente fisicamente. Quando mor\u00ec mio padre mi venne imposto dai familiari e dalle altre persone che avevo intorno di non piangere; alla fine ero diventata cos\u00ec brava che anche quando volevo farlo, non ne ero pi\u00f9 capace. Ero come murata e non sapevo quanto fosse sbagliato comportarsi in questo modo. Avevo seguito i consigli che mi avevano dato. Lentamente quel \u201cblocco\u201d si \u00e8 sciolto, sono riemersi i miei genitori, i nostri ricordi hanno ripreso i colori della vita, del vissuto insieme. Ha fatto capolino la dolcezza del ricordo, la pienezza. Il dolore per la perdita subita continua sempre ad accompagnare le persone ma con il tempo cambia il rapporto con il proprio dolore, aumenta la consapevolezza e la capacit\u00e0 di affrontare le esperienze dolorose. Successivamente, quando inizia un allentamento del dolore, diventa possibile riscoprire le proprie risorse e funzioni vitali che permettono di procedere nel percorso di ricostruzione della propria vita e di aprirsi agli impegni, ai progetti e ai rapporti, che aiutano a riaccostarsi alla vita e alla realt\u00e0. Nelle situazioni normali, al di fuori quindi di lutti complicati e patologici, si deve pensare al lutto come a un processo che inizia, si sviluppa e si conclude: il dolore si attenua poco a poco e la vita riprende, colmando i vuoti con nuovi compiti e nuove presenze. Mentre prima sembrava che il domani non sarebbe mai venuto, quando poi finalmente viene, sembra impossibile aver sofferto e resistito cos\u00ec tanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Quali sono le possibili conseguenze psico-fisiche sugli adulti?<br \/>\n<\/strong><\/span>La sofferenza per la perdita di una persona amata ha ripercussioni pesanti sul corpo e pu\u00f2 causare una serie di problemi, come spossatezza, pianto incontrollabile, insonnia o ipersonnia, palpitazioni, affanno, mal di testa, perdita dell&#8217;appetito o fame insaziabile, disturbi digestivi, aumento della pressione, interruzione del ciclo mestruale, caduta di capelli e infezioni ricorrenti dovute all&#8217;abbassamento delle difese immunitarie. Nel caso di malattie croniche o pre-esistenti come ad esempio, l&#8217;artrite, l&#8217;asma o l&#8217;eczema, queste possono peggiorare o riacutizzarsi oppure, come accade per il diabete o la pressione alta, subire forti alterazioni, che richiedono un costante controllo. Essendo corpo e mente strettamente collegati, in genere ai disturbi fisici si accompagnano disturbi di tipo psicologico, in prevalenza stati di ansia e stati depressivi. Ad esempio lo stato di ansia si manifesta con un&#8217;accelerazione del battito cardiaco, sudori caldi, insonnia e mancanza o eccesso di appetito. \u00c8 frequente che nel periodo del lutto alcune persone cerchino rifugio nei farmaci antidepressivi e ansiolitici (utili solo per brevi periodi) o nell&#8217;alcol e perfino nella droga, ma questi ultimi rimedi non servono a risolvere realmente i problemi del lutto, anzi rischiano di provocarne di nuovi (alcolismo, dipendenze). \u00c8 esperienza frequente delle persone in lutto avvertire fortemente la presenza fisica della persona scomparsa, di vederla e sentirla girare per casa e, a volte, di riuscire perfino a parlarle. \u00c8 facile interpretare queste allucinazioni visive e auditive come forme di patologia psichiatrica e si rischia di somministrare al superstite medicine inutili o addirittura di fargli subire un ricovero, mentre ci\u00f2 di cui ha veramente bisogno \u00e8 un aiuto per elaborare il suo lutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Quanto tempo pu\u00f2 durare il lutto?<br \/>\n<\/strong><\/span>Come si pu\u00f2 immaginare, non \u00e8 possibile dare una risposta che valga per tutti, ogni persona, infatti, ha i suoi tempi e reagisce in modi diversi. A volte il processo di elaborazione del lutto pu\u00f2 durare mesi, a volte anni. Pensare di superare questa fase in pochi mesi, come vi sentirete forse dire da molti, \u00e8 irrealistico. Perch\u00e9 una ferita profonda si rimargini ci vuole tempo: cos\u00ec anche per il vuoto lasciato dalla perdita di una persona amata. Solo con il passare del tempo lo stato di sofferenza si attutisce e gradualmente la vita comincia ad apparire meno vuota e priva di senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Cosa pu\u00f2 rendere pi\u00f9 difficile il processo di elaborazione?<br \/>\n<\/strong><\/span>Quando le persone persistono nell&#8217;attaccamento alla persona defunta e al passato e non accettano la realt\u00e0 della perdita o quando reprimono la loro sofferenza, cercando di evitare il dolore, rallentano il processo di cicatrizzazione della ferita e il superamento del lutto. Non \u00e8 facile prevedere se il processo d&#8217;elaborazione del lutto avr\u00e0 delle complicazioni, ma sicuramente alcuni fattori possono renderlo pi\u00f9 lungo e difficile:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>la morte di un figlio,<\/li>\n<li>le perdite multiple a breve distanza o contemporaneamente,<\/li>\n<li>una morte improvvisa e traumatica, (per incidente, suicidio, omicidio),<\/li>\n<li>il non ritrovamento del corpo,<\/li>\n<li>la morte dopo una malattia prolungata e sfiancante, specie per il familiare caregiver, che ha avuto il peso dell&#8217;assistenza,<\/li>\n<li>la presenza di problemi mentali precedenti o concomitanti,<\/li>\n<li>i precedenti lutti non risolti,<\/li>\n<li>una relazione negativa e ambivalente con la persona deceduta,<\/li>\n<li>difficolt\u00e0 all&#8217;interno della famiglia,<\/li>\n<li>sensi di colpa e rimorsi per tutto ci\u00f2 che \u00e8 rimasto in sospeso con la persona scomparsa: parole non dette, sentimenti non espressi, progetti rimasti incompiuti, per non essere stati vicini alla persona fino alla fine e non aver partecipato al funerale,<\/li>\n<li>difficolt\u00e0 a esprimere i propri sentimenti, eccessivo auto-controllo, scarsa auto-stima,<\/li>\n<li>solitudine e mancanza di sostegno emotivo, pratico, relazionale, spirituale,<\/li>\n<li>preoccupazioni e problemi finanziari,<\/li>\n<li>la mancanza di un supporto sociale (ad esempio: madri vedove con figli da crescere, vedovi anziani).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Cosa fare per aiutarsi?<br \/>\n<\/strong><\/span>Cercare di volersi bene. Non aspettatevi troppo da voi stessi, accettate di non riuscire a tenere tutto sotto controllo. \u00c8 normale che la vostra vita e i vostri abituali ritmi siano scombussolati. Non ve la prendete con voi stessi se vi capita di fare cose stupide o sbagliate, se siete confusi o disorientati, non pu\u00f2 essere altrimenti. Non lasciarsi andare fisicamente. \u00c8 molto importante mangiare, magari anche poco ma spesso e senza eccessi, e riposare il pi\u00f9 possibile. Cercate di evitare di fare un uso eccessivo di sonniferi: possono essere utili nei primi giorni, ma alla lunga creano assuefazione e dipendenza, rischiando di bloccare il processo naturale di elaborazione del lutto. \u00c8 consigliabile fare un po&#8217; di esercizio fisico, anche se si tratta solo di una piccola passeggiata. Cercare di essere consapevoli delle proprie emozioni. Ad esempio, potreste scrivere quello che provate: i vostri sentimenti e i vostri pensieri, magari la sera prima di andare a letto, perch\u00e9 spesso questo aiuta a dormire meglio. Cercare di condividere il dolore. Tenete presente che gli altri familiari stanno soffrendo anche loro e potrebbero non essere sempre disponibili ad ascoltarvi. Confidatevi con una persona amica, meno coinvolta dei vostri familiari. Sappiate che si stanno diffondendo gruppi di auto-mutuo aiuto, vis-\u00e0-vis e on-line, per persone in lutto e una forma di sostegno per corrispondenza (posta normale o e-mail). Leggere dei libri che trattano dell&#8217;esperienza della perdita e dei suoi significati o frequentare corsi o seminari specifici permettere di trovare un approfondimento autentico con se stessi ed un confronto con le esperienze degli altri. Cercare di mantenere vivo il ricordo della persona amata. Un tempo si riteneva che il periodo del lutto serviva a spezzare il legame con la persona scomparsa, in modo tale da favorire la nascita di nuovi rapporti e di una nuova identit\u00e0. Attualmente, invece, si pensa che sia pi\u00f9 naturale e di maggiore aiuto mantenere questi legami, ad esempio continuando a parlare della persona amata, festeggiando le date significative, ripercorrendo le esperienze condivise. Ricordare i bei momenti passati insieme \u00e8 sicuramente doloroso, ma aiuta a sentire l&#8217;importanza della vita condivisa e a rivivere emozioni e sentimenti che fanno stare meglio. Molte persone hanno trovato giovamento anche nel riguardare le fotografie, rileggere le lettere e circondarsi di oggetti carichi di particolari ricordi. Non precipitarsi a prendere decisioni importanti. Per cambiare casa, lavoro, iniziare nuovi rapporti o romperne di precedenti, aspettate di sentirvi pronti e di essere in grado di decidere con maggiore serenit\u00e0 quello che volete intraprendere. Prima di tutto dovete fare i conti con la situazione presente, cos\u00ec radicalmente trasformata rispetto al passato, e poi decidere le cose da intraprendere e modificare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Quando si comincia a stare meglio?<br \/>\n<\/strong><\/span>Guarire da un grande dolore \u00e8 un processo cos\u00ec lento e oscillante nell&#8217;andamento che spesso \u00e8 difficile scorgere i segni di un miglioramento. Ecco alcuni indizi che possono indicarne l&#8217;avvio: &#8211; si riconosce nel proprio cuore che la persona amata se ne \u00e8 andata per sempre, senza possibilit\u00e0 di ritorno e si accetta la morte come evento definitivo; &#8211; i ricordi, sia piacevoli che spiacevoli, vengono accolti e rivisitati. Durante i primi tempi del lutto ricordare \u00e8 doloroso perch\u00e9 testimonia implacabilmente quanto si \u00e8 perduto. In un secondo momento ricordare diventa un&#8217;attivit\u00e0 dolce, rasserenante, e si cercano persone con cui parlare del passato; &#8211; ci si sente bene e a proprio agio anche da soli. Non si ha pi\u00f9 bisogno di qualcuno vicino tutto il tempo, n\u00e9 si cerca spasmodicamente di essere occupati per distrarsi; &#8211; \u00e8 di nuovo possibile prendere la macchina senza piangere in continuazione. Sembra che la macchina sia il luogo privilegiato per piangere e gridare senza pensare che guidare in queste condizioni pu\u00f2 essere pericoloso per se stessi e per gli altri; &#8211; si \u00e8 meno sensibili ai commenti che altri possono fare. Ci si rende conto che se un parente o un amico dice qualcosa che fa male, lo fa senza intenzioni negative; &#8211; si aspettano di nuovo le feste con gioia. C&#8217;erano stati momenti in cui si considerava l&#8217;arrivo dei giorni di festivit\u00e0 come una calamit\u00e0, ora ci si prepara a passarli tornando alle vecchie tradizioni o istaurandone delle nuove; &#8211; si \u00e8 pronti a porgere aiuto a qualcuno che vive la stessa situazione. Aiutare gli altri decisamente aiuta nel percorso di guarigione; &#8211; si pu\u00f2 di nuovo ascoltare senza dolore la musica che si era soliti godere con la persona amata e la si trova persino consolatoria; &#8211; si pu\u00f2 assistere a una funzione religiosa senza piangere; &#8211; ci si accorge di non pensare continuamente alla persona scomparsa. Quando ci\u00f2 accade per la prima volta, si pu\u00f2 essere presi dal panico: &#8220;oh mio Dio, sto dimenticando&#8221;. Ma non \u00e8 vero, non si sta dimenticando, non lo si fa mai. Ci si d\u00e0 soltanto il permesso di andare avanti con la propria vita e certamente \u00e8 questo ci\u00f2 che la persona cara avrebbe voluto; &#8211; si riesce a godere di uno scherzo e ridere, senza sentirsi in colpa; &#8211; si ritorna ai ritmi normali del mangiare, del dormire e di tutte le altre attivit\u00e0 fisiche; &#8211; si stabiliscono nuove abitudini, nuovi orari, che non includono la persona scomparsa; &#8211; \u00e8 di nuovo possibile concentrarsi su un libro o un programma televisivo e persino riuscire a ricordarsi le informazioni lette o guardate; &#8211; sembra sufficiente andare al cimitero una volta al mese o soltanto durante qualche festa o occasione particolare; &#8211; ci si accorge che si pu\u00f2 essere grati alla vita. Si \u00e8 sempre saputo che c&#8217;erano molte cose buone nella vita, ma si era perduta la capacit\u00e0 di riconoscerlo; &#8211; si riesce a stabilire nuove e salutari relazioni. Nuovi amici fanno parte di una nuova identit\u00e0 e si partecipa volentieri alle attivit\u00e0 in comune con loro; &#8211; si riprende fiducia in se stessi. Si \u00e8 in contatto con la nuova identit\u00e0 acquisita e si ha una direzione pi\u00f9 chiara della strada da percorrere per il resto della vita; &#8211; si riesce ad organizzare e fare dei progetti per il futuro; &#8211; si accettano le cose per ci\u00f2 che sono senza tentare di tornare a come erano nel passato; &#8211; si \u00e8 pazienti con le &#8220;crisi di dolore&#8221; che possono sopravvenire. Si comincia a prendere coscienza che arrivano sempre pi\u00f9 di rado e che sono meno spaventose e dolorose; &#8211; si aspetta con piacere il risveglio mattutino; &#8211; i ruoli che una volta ricopriva la persona cara sono ora ricoperti da noi stessi o da qualcun altro e si accettano di buon grado questi cambiamenti; &#8211; l&#8217;energia e il tempo passati a ripensare a chi e a ci\u00f2 che si \u00e8 perduto vengono recuperati, magari per aiutare qualcuno che si trova nelle stesse condizioni o in un&#8217;altra condizione di disagio, o per fare progetti di vita; &#8211; entrare a far parte di un&#8217;associazione di volontariato \u00e8 un&#8217;occasione davvero preziosa di apertura e di condivisione. Si accetta la nuova vita e si pu\u00f2 persino scoprire che l&#8217;esperienza del dolore ci ha maturato e fatto crescere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>In caso di difficolt\u00e0<br \/>\n<\/strong><\/span>Purtroppo non sempre e non per tutti \u00e8 possibile il compimento del processo d&#8217;elaborazione del lutto in tempi rapidi e in senso positivo e trasformativo. Talvolta infatti, di fronte agli eventi che l&#8217;esperienza del lutto provoca, non prevalgono atteggiamenti adattivi ed elaborativi, ma passivi e distruttivi, carichi di angoscia, disperazione, paura e ribellione, che non consentono alle persone di utilizzare le proprie risorse e quelle dell&#8217;ambiente. Se, trascorsi dei mesi, al limite un anno, dalla perdita della persona amata, vi sentite ancora afflitti da sintomi quali inappetenza o fame insaziabile, insonnia, stati di ansia, difficolt\u00e0 di concentrazione, desiderio di rimanere isolati, sensi di colpa, incapacit\u00e0 a pensare ad altro che alla morte, depressione, lentezza eccessiva nei movimenti e difficolt\u00e0 a riprendere le normali attivit\u00e0 quotidiane, non esitate a parlarne al vostro medico di fiducia. Sar\u00e0 lui a decidere se consigliarvi di consultare un professionista (psichiatra, psicologo) e ricorrere al servizio sanitario pubblico della ASL d&#8217;appartenenza, presente nel territorio (per i bambini: Servizio di neuropsichiatria infantile, Consultorio; per gli adulti: Dipartimento di salute mentale). \u00c8 bene farsi aiutare per non correre il rischio che la situazione degeneri in una forma di lutto complicato, dal quale \u00e8 pi\u00f9 difficile uscire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Quale il senso del lutto dal punto di vista psicologico e spirituale?<br \/>\n<\/strong><\/span>Lungo il corso della vita \u00e8 decisivo poter rintracciare e attribuire un senso all&#8217;esperienza del lutto. Comprendere che la perdita che ci fa soffrire, che ci rende pi\u00f9 poveri e pi\u00f9 soli, che ci addolora, che mette a soqquadro il nostro modo di vivere e di sentire, ci sollecita e ci obbliga, per non sprecare la vita, a profondi cambiamenti. Una perdita dolorosamente vissuta e profondamente elaborata pu\u00f2 creare le condizioni di una maturazione interiore: il raggiungimento, certamente sofferto, di una identit\u00e0 pi\u00f9 matura, una maggiore consapevolezza dei valori e delle scelte che guidano l&#8217;esistenza, il riconoscimento dell&#8217;importanza della componente relazionale e affettiva nell&#8217;incontro con gli altri e anche un interrogarsi sul tema della trascendenza. L&#8217;esperienza della perdita di una persona significativa lascia come presenza dentro di noi, oltre il sentimento dell&#8217;assenza, un&#8217;eredit\u00e0 spirituale e simbolica, un bagaglio di memorie, di affetti, di esperienze ed emozioni condivise e l&#8217;acquisizione, spesso in maniera del tutto inconsapevole, di un patrimonio affettivo, relazionale e simbolico da trasmettere alle generazioni successive e che testimonia la continuit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><div class=\"col-md-2 col-sm-2 col-xs-12 \" ><\/div>\n<\/div><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Percorso di elaborazione del Lutto Cos&#8217;\u00e8 il lutto? Con la parola lutto (dal latino luctus, pianto, lugere, piangere ed essere in lutto) s&#8217;intende sia la reazione emozionale che si sperimenta quando perdiamo una persona significativa della nostra esistenza, sia il tempo che segue alla sua morte. 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